Progetto Banne

Si tratta di un progetto pluriennale che prevede la revisione completa di un’area del Carso triestino (Friuli Venezia Giulia) dal punto di vista speleologico-catastale.

Iniziato nel 2010, ha visto il Gruppo Triestino Speleologi impegnato in questi anni (5 uscite nel 2010, 9 uscite nel 2011, 20 uscite nel 2012, 27 uscite nel 2013) a ricercare le cavità inserite nel Catasto regionale delle grotte del Friuli Venezia Giulia (http://www.catastogrotte.fvg.it/), verificarne la posizione, riaprirle nel caso di ostruzione, esplorarle, fotografarle e in qualche caso posizionare delle targhette per il “Progetto targhette” della FSRFVG (Progetto targhette).

L’area presa in considerazione risulta fortemente antropizzata e deturpata (tracciato dell’oleodotto e metanodotto, tracciato autostradale, discariche, urbanizzazione, ecc.) ed è racchiusa all’interno del triangolo Opicina-Trebiciano-Fernetti (Comune di Trieste).

Nel corso degli anni in quest’area erano già stati fatti dei lavori di questo tipo – ma sembra in modo superficiale – e degli studi scientifici, soprattutto in relazione alla progettata “Zona Franca Industriale” prevista dal Trattato di Osimo.

Allo stato attuale oltre il 65% delle grotte inserite nel Catasto regionale delle grotte è stato individuato, esplorato e posizionato con GPS; purtroppo il 16% delle grotte risulta irrecuperabile (distrutto o ostruito completamente), mentre il 19% non è stato ancora rinvenuto e si presume che buona parte di queste non sia più rintracciabile.

Nel corso delle indagini sono state individuate numerose cavità – per lo più di modeste dimensioni – che non erano mai state rilevate né tanto meno inserite a catasto.

Non ci sono grotte eccessivamente profonde o sviluppate. Le principali sono la Grotta Germoni – 1515/4429VG, la Grotta Alessandra – 1087/4045VG, La Grotta Nino Prete – 5806/6000VG, l’Abisso III a N di Banne, 1910/4630VG e un abisso di circa 100 m di profondità non ancora inserito a catasto.

Dal punto di vista speleologico-esplorativo è interessante osservare come poco a nord della zona esaminata in profondità scorra il fiume Timavo nel tratto tra la Grotta di Trebiciano e la Grotta Meravigliosa di Lazzaro Jerco.